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…ed eccoti a casa.

Finalmente ho fatto delle ferie come si deve, prima a Cracovia e poi in Sicilia in cui purtroppo io e mia sorella abbiamo passato solo quattro giorni, vedendo comunque un sacco di cose e tanta gente.

Ci sono tante cose che mi sono piaciute, in Trinacria, ma ci sono state anche tante avventure non richieste e molti scontri con gente abituata a pensare che un turista sia per forza un imbecille, come se sull’Isola non si fosse in Italia ma in un mondo a parte dove nascono gli Eletti che per provare la loro superiorità deono goffamente tentare di fregare noi stolti provenienti dal Continente.
Perchè noi abbiamo scritto “Pirla” in faccia. E al nostro rifiuto di esser fregate, gli imbonitori cercano di intortarti con scuse che nemmeno un bimbo di tre anni.
In certi momenti ho rimpianto Sardegna e Corsica, altre isole bellissime ma meno piene di questa tipologia di commerciante arrogante e approssimativo.
Bisogna dire che le rovine romane visitate con la sorella archeologa valevano la visita. E che i suoi amici autoctoni, non appartenenti all’odiata categoria commerciante, sono molto simpatici. Per cui, bocciato quel tipo di interazione e promosso tutto il resto.

Ora sono abbastanza sollevata di essere a casa, anche se il desiderio di partire mi riassalirà, per un po’ mi godo il mio nido costruito con tanta fatica.

Canto da Cracovia

Visto che l’hotel ha il wi-fi gratis approfitto della tecnologia per scrivere da Cracovia con il telefono, altro esperimento sui mille utilizzi della piattaforma wordpress.
Per ora vi dico solo: AMO Cracovia. Amo la Polonia in generale grazie a un cervello in fuga e caro amico, che si è trasferito a Breslavia.
La Polonia è viva. Piena di giovani e di cultura.
Cracovia è una vera città europea viva, attiva, pulsante, piena di arte giovane e di negozi originali e creativi, di locali pieni di musica jazz e rock e alternativa, con giovani che discorrono in inglese di cose intelligenti.
Ho comprato un quadretto per casa mia da una pittrice che mi piace tantissimo, quando torno posto qualche foto.
Ho girato locali in cui giovani band suonavano benissimo e gli armadi in realtà erano porte.

Se penso a Milano coi suoi giovani fighetti lobotomizzati, i suoi locali fighetti tutti uguali, le sue gallerie d’arte fighette in mano ai vecchi, mi sento triste. Persino la zona Navigli, da sempre piena di arte, musica e giovani è sciapa e rinsecchita, invecchiata, imbanalita, rispetto alla splendente Cracovia e alla bella Breslavia.
Che tristezza.

Allego qualche foto scattata dal cellulare in attesa di qualcosa di meglio. Che poi magari mi passa la voglia.

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Foto artistoide di un jazz club in una cantina di 700 anni.

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Il ristorante più vintage della Terra

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L’armadio è una porta. Sì col telefono vengono veramente male le foto buie!

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Un angolo della galleria dove ho preso il quadro. Sembra ciarpame ma ovviamente non potevo fotografare la merce…

E finalmente anche io, dopo mesi di fatica, posso frenare, respirare profondamente e fare le valigie.

Amo i viaggi, vedere posti nuovi, assaggiare nuovi sapori, riempirmi gli occhi di storie. E amo anche prepararmi ai viaggi.
Sì.
Amo le valigie.
Amo quello che rappresentano e amo riempirle.
Non sono una di quelle persone che si porta mezza casa quando parte. Mi piace lasciare gli oggetti della quotidianità, tenere l’indispensabile e piuttosto lasciare un po’ di spazio per portare qualcosa di nuovo.
Quindi preparo macchina fotografica, guida turistica, farmacia e qualche vestito.
Poi, visto che non mi accontento, quando torno riparto subito con la mia sorellina e di valigie quindi ne devo preparare due1
Ma la cosa è solo stimolante.
Via tutto in quei pochi centimetri di spazio.
E poi partiamo partiamo.


Da specializzanda errante, mi tocca cambiare ospedale ogni sei mesi.

Ora sono in un inferno che tra l’altro è lontanissimo da casa: per esser lì alle otto devo prendere il treno alle sei e mezza.

Questo mi ha portata a depressione, stanchezza e (ORRORE) piedi gonfi e pelle spenta.

Parentesi.

Io non ho mai amato i miei piedi. Sono una di quelle persone che li considerava semplici appendici per camminare e non ho mai sprecato manicure, pedicure, gioiellini e affini su di loro, tanto più che ODIO vedere i piedi altrui e per rispettare la massima “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te” non porto i sandali o le scarpe aperte, che tra l’altro trovo orrende, a meno di non essere al mare o che ci siano cinquanta gradi all’ombra.

Chiusa parentesi.

Insomma, nonostante il mio scarso interesse per i piedi, aver ogni santo giorno le gambe gonfie e la stanchezza accumulata mi causavano scompensi del tipo spiaggiamenti sul divano e sguardo catatonico, finchè ho deciso.

Se devo sdraiarmi da qualche parte… che sia la vasca da bagno.

E qui, mi si è aperto un mondo, grazie anche a Lush.

Questa splendida marca ha un intero reparto dedicato al bagno e dedicato ai piedi.
E ho scoperto che posso combinare le due cose.

Così,una volta riempita la vasca con Karma Spumante,

mi dedico a spalmarmi la Rispetta i Piedoni ,cremina per i piedi che fa scrub e li rivitalizza. E già che ci sono metto in faccia un detergente che secondo me è meglio come maschera, perchè sporca molto, ma che ha un potere meraviglioso su pelli secche E pelli grasse: Diavoli a fior di pelle, davvero miracoloso.

Poi mi rilasso.

Sciacquo, sciacquo.

E si passa allo shampoo.  E poi il balsamo (ancora non ne ho trovato uno della Lush che mi soddisfi).

Sciacquo, sciacquo.

Poi doccia veloce per rivitalizzare, con una gelatina spettacolare.
E alla fine, quando sembra di non poter far più nulla, crema viso, crema corpo e soprattutto, crema per i piedi, morbida e fresca, che me li fa rinascere.

La crema corpo è Erbolario, BTW.

Sembra una procedura lunga, ma delizia delle delizie è brevissima e anche una sfaticata come me ha trovato il modo di rendere produttiva la sua stanchezza. Piuttosto che starmene in coma sul divano, mi prendo cura di me.

I miei bistrattati piedini ringraziano.

E ho pure inziato a truccarmi, per non sembrare uno zombie alle otto del mattino a Fanculonia.

Morale.  Per cominciare a sembrare un essere umano dovevo anche cominciare ad alzarmi all’alba.

Spirito Olimpico

Prendete un gruppo di italiani.

Mettete in mano loro delle armi.

Essi conquisteranno Londra.

 

Quando conquisterò il Mondo, diventando ufficialmente la Regina degli Orizzonti Oscuri, gli atleti dell’Olimpiade saranno il mio esercito di guerrieri scelti.

 

Navetta Blues

Questo è uno sfogo disperato di una schiavizzanda costretta a lavorare a 60 km da casa sua.
Di tutti i mezzi che devo prendere andando al lavoro la navetta è il peggiore. Ci mette venti minuti a raggiungere lo sfintere dell’universo ed è guidata da un folle che è in grado con matematica precisione di beccare a massima velocità tutti i buchi dell’asfalto. Immaginatevi la mattina alle 7 quando uno già provato da treno e metro vorrebbe solo dormire.
Ora sto tornando a casa sul mezzo diabolico e semivuoto, che sono tutti in ferie e penso. Penso al tempo perso qui sopra utile peró a scrivere il blog dal telefono o a riguardare i racconti sul NetBook .
In ogni caso, odio questa navetta con tutto il cuore e volevo che su questo blog restasse traccia di quell’odio.
Scontati questi sei mesi se mai mi venisse voglia di tornare a lavorare qui fermatemi!

La Mela Avvelenata

Bene, ho trovato la App per iPhone che permette di postare dal telefono. La sto provando ora.

Da quando ho fatto entrare la Mela Avvelenata nella mia vita, sono diventata pigrissima e telefono-dipendente. Al punto di guardare internet dall’iPhone anche a casa, per evitare di salire nello studio e accendere il PC fisso. La Mela dà assuefazione ed è difficilissimo scollarsene.
Il NetBook che ho comprato il mese scorso è diventato un metaforico Puincipe Azzurro: piccolo e leggero mi consente di lavorare online dal divano. Forse è anche per questo che ho deciso di far svegliare dal lungo sonno la mia anima blogger.
In ogni modo, la App è sempre utile perchè scrivo e leggo soprattutto in treno, potrei anche bloggare in treno, se l’incantesimo di Facebook, moderna Strega Cattiva, è stato veramente spezzato…