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Archive for the ‘Perchè Io Valgo’ Category

Mamma nerd, c’est moi

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Sono riuscita a far diventare stantio anche questo blog. Devo dire che ho avuto un certo da fare: ho avuto una bambina. L’ultimo post è di settembre e a fine ottobre sono rimasta incinta.
Anche Samhain aiuta la fertilità, parrebbe.
Ebbene sì, ho una figlia.
Nickname: Infanta Imperatrice. Fosse stato maschio sarebbe stato Cucciolo Oscuro.
Pare che la gente che ho conosciuto online nel corso degli anni non si capaciti dell’evento. Effettivamente ho sempre dimostrato l’istinto materno di un sasso, eppure mi sono riprodotta e ne sono felice.
Sono anche fortunata: mi è capitata una bimba buona e se mi lamento passo io per lamentosa. Riesco ad allattare senza drammi. Ma mica é merito mio. È merito di madre natura al massimo. E anche se a volte sbrocco, alla fine cerco con tutta me stessa di lamentarmi il giusto perché appunto sono fortunata…
Magari farò un mega post sulla mia gravidanza riciclando una vecchia mail, dipende.
Vedo che è già pieno di mommy blog in giro, ho paura di diventare monotematica. Le mamme rischiano di fare questo errore annoiando tutti i loro amici parlando solo dei figli… Io per ora sono riuscita a trattenermi, forse troppo visto il lungo silenzio. Però quei blog li leggo e li trovo anche divertenti: praticamente si ironizza su tutto, a volte rido ma a volte mi chiedo come non rientrare in uno dei tanti stereotipi di madre snaturata.

Magari potrei aprire un blog per mamme nerd. Pare che la mamma nerd o geek si vergogni della sua nerditudine o geekitudine.
Deve mimetizzarsi con le mamme normali.
Per poi sfogarsi con i suoi amici nerd che fanno regali nerd come quello della foto (l’Infanta lo adoVa).
Io invece sono fiera di esserlo. Ci penserò su, magari lo faccio davvero, coinvolgendo qualche altro membro della nostra specie.
Perché anche i nerd, anche se evolutivamente svantaggiati, si riproducono.

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Andrea: E così qui le ragazze non mangiano niente?
Nigel: Non più, da quando la taglia trentotto è diventata la nuova quaranta e la trentasei la trentotto.
Andrea: Io porto la quarantadue.
Nigel: Che è la nuova cinquantasei.
-Il Diavolo veste Prada

Citazione colta  riciclata dal vecchio blog per introdurre Again uno spinoso capitolo.
Sono di nuovo  ingrassata. Dopo una dieta che mi aveva fatta dimagrire quasi 10 chili, ho ricominciato a mangiare in mensa e, come la volta scorsa, questa è stata la mia rovina. Tanto più che, tornando a casa dal lavoro con l’idea di dovermi svegliare all’alba il giorno dopo, il mantenimento di uno stile di vita sano AKAl’idea di fare sport per me è come un incubo.

Eppure.
Sono come una stella morente: mi sono espansa a gigante rossa.
Potrebbe anche non fregarmene nulla, perchè dopotutto la maggior parte dei miei vestiti mi vanno ancora, dovrei rinunciare a quello della laurea però. Mi piace quel vestito. Voglio poterlo rimettere un giorno. Lo avevo già dichiarato al mondo e di nuovo lo dichiaro.
E odio come vengo in foto, già non sono una donna fotogenica, se poi mi metto pure a diventare una palla di lardo…

Così, correrò ai ripari. Devo scegliere tra dieta e sport. Entrambi non posso farli senza deprimermi. Questa volta, seguirò la via dello sport, anche perchè ho il fiatone a fare poche rampe di scale e credo che quelli che un tempo erano i miei muscoli siano ormai affogati nella ciccia , beati beati. Ma io non ci sto.

Condivido qui il mio buon proposito in modo da darmi l’incentivo della figura dimmerda pubblica in caso di fallimento.

Nuoto almeno una volta alla settimana. Corsa almeno una volta alla settimana. Sessione mortale di Just Dance Wii almeno una volta alla settimana.

E ridurre un po’ le calorie, ok, ma senza impazzirci.

Ce la posso fare? E’ tutta una questione di volontà e cervello, lo so. E la mia mente ultimamente è sfibrata per questioni lavorative lasciandomi una volontà (e un corpo) da gelatina… Devo riprendermi.

Ce la posso fare…

Ai posteri l’ardua sentenza.

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Da specializzanda errante, mi tocca cambiare ospedale ogni sei mesi.

Ora sono in un inferno che tra l’altro è lontanissimo da casa: per esser lì alle otto devo prendere il treno alle sei e mezza.

Questo mi ha portata a depressione, stanchezza e (ORRORE) piedi gonfi e pelle spenta.

Parentesi.

Io non ho mai amato i miei piedi. Sono una di quelle persone che li considerava semplici appendici per camminare e non ho mai sprecato manicure, pedicure, gioiellini e affini su di loro, tanto più che ODIO vedere i piedi altrui e per rispettare la massima “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te” non porto i sandali o le scarpe aperte, che tra l’altro trovo orrende, a meno di non essere al mare o che ci siano cinquanta gradi all’ombra.

Chiusa parentesi.

Insomma, nonostante il mio scarso interesse per i piedi, aver ogni santo giorno le gambe gonfie e la stanchezza accumulata mi causavano scompensi del tipo spiaggiamenti sul divano e sguardo catatonico, finchè ho deciso.

Se devo sdraiarmi da qualche parte… che sia la vasca da bagno.

E qui, mi si è aperto un mondo, grazie anche a Lush.

Questa splendida marca ha un intero reparto dedicato al bagno e dedicato ai piedi.
E ho scoperto che posso combinare le due cose.

Così,una volta riempita la vasca con Karma Spumante,

mi dedico a spalmarmi la Rispetta i Piedoni ,cremina per i piedi che fa scrub e li rivitalizza. E già che ci sono metto in faccia un detergente che secondo me è meglio come maschera, perchè sporca molto, ma che ha un potere meraviglioso su pelli secche E pelli grasse: Diavoli a fior di pelle, davvero miracoloso.

Poi mi rilasso.

Sciacquo, sciacquo.

E si passa allo shampoo.  E poi il balsamo (ancora non ne ho trovato uno della Lush che mi soddisfi).

Sciacquo, sciacquo.

Poi doccia veloce per rivitalizzare, con una gelatina spettacolare.
E alla fine, quando sembra di non poter far più nulla, crema viso, crema corpo e soprattutto, crema per i piedi, morbida e fresca, che me li fa rinascere.

La crema corpo è Erbolario, BTW.

Sembra una procedura lunga, ma delizia delle delizie è brevissima e anche una sfaticata come me ha trovato il modo di rendere produttiva la sua stanchezza. Piuttosto che starmene in coma sul divano, mi prendo cura di me.

I miei bistrattati piedini ringraziano.

E ho pure inziato a truccarmi, per non sembrare uno zombie alle otto del mattino a Fanculonia.

Morale.  Per cominciare a sembrare un essere umano dovevo anche cominciare ad alzarmi all’alba.

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