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Ormai è chiaro…

… Che sto seguendo solo il mommy blog.
Sono diventata una di quelle donne figliocentriche?
Non credo.
Ma il blog Nerdy Geeky mommy tratta anche delle mie mille sfaccettature nerd, che quindi coprono la maggior parte della mia vita. Non sento molto l’esigenza di scrivere anche qui.
Quindi, questo blog zombie farà la fine di tutti gli zombie: decapitato?
Può darsi. Intanto venitemi a trovare nell’universo della mamma nerd.
Poi si sa che io sono brava a zombificare, magari risorge anche questo.

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Undici anni fa, chiedevo ai miei di cambiare abbonamento telefonico da Telecom a Fastweb. Ancora la fibra ottica non c’era, ma sarebbe arrivata presto. I miei cambiarono abbonamento e con l’ADSL comunque ci siamo sempre trovati bene.

Beh ho fatto in tempo a traslocare, a fare un altro abbonamento Fastweb e finalmente a casa MIA c’è la fibra ottica, dopo tre settimane down in cui ho amato più che mai il mio smartofono con la rete 3G.

A casa dei miei, c’è ancora l’ADSL.

Ironia del destino.

Fatto il Misfatto

Alla fine, presa da sacra furia, l’ho fatto.
Nerdy Geeky Mommy, un mommy blog dedicato a quelle strane creature che sono le mamme nerd/geek/otaku/quelchevoletevoi. Sì, il titolo non è granchè. Ma alla fine, è esplicativo.
Se conoscete mamme nerd che vogliono aderire al progetto, indirizzatele lì.
Di cose da dire ce ne sono.

Mamma nerd, c’est moi

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Sono riuscita a far diventare stantio anche questo blog. Devo dire che ho avuto un certo da fare: ho avuto una bambina. L’ultimo post è di settembre e a fine ottobre sono rimasta incinta.
Anche Samhain aiuta la fertilità, parrebbe.
Ebbene sì, ho una figlia.
Nickname: Infanta Imperatrice. Fosse stato maschio sarebbe stato Cucciolo Oscuro.
Pare che la gente che ho conosciuto online nel corso degli anni non si capaciti dell’evento. Effettivamente ho sempre dimostrato l’istinto materno di un sasso, eppure mi sono riprodotta e ne sono felice.
Sono anche fortunata: mi è capitata una bimba buona e se mi lamento passo io per lamentosa. Riesco ad allattare senza drammi. Ma mica é merito mio. È merito di madre natura al massimo. E anche se a volte sbrocco, alla fine cerco con tutta me stessa di lamentarmi il giusto perché appunto sono fortunata…
Magari farò un mega post sulla mia gravidanza riciclando una vecchia mail, dipende.
Vedo che è già pieno di mommy blog in giro, ho paura di diventare monotematica. Le mamme rischiano di fare questo errore annoiando tutti i loro amici parlando solo dei figli… Io per ora sono riuscita a trattenermi, forse troppo visto il lungo silenzio. Però quei blog li leggo e li trovo anche divertenti: praticamente si ironizza su tutto, a volte rido ma a volte mi chiedo come non rientrare in uno dei tanti stereotipi di madre snaturata.

Magari potrei aprire un blog per mamme nerd. Pare che la mamma nerd o geek si vergogni della sua nerditudine o geekitudine.
Deve mimetizzarsi con le mamme normali.
Per poi sfogarsi con i suoi amici nerd che fanno regali nerd come quello della foto (l’Infanta lo adoVa).
Io invece sono fiera di esserlo. Ci penserò su, magari lo faccio davvero, coinvolgendo qualche altro membro della nostra specie.
Perché anche i nerd, anche se evolutivamente svantaggiati, si riproducono.

Ho da passare tre ore in eurostar e da qui scrivo.
Non so quanti dei mie tre lettori abbiano familiarità con congressi, corsi di aggiornamento eccetera.
Gli specializzandi tendenzialmente lasciati allo stato brado per quel che riguarda la loro formazione spesso devono migrare per fare qualche corso interessante.
Quello di Roma era doppiamente interessante perché si rivolgeva appunto solo e soltanto agli specializzandi, ed era sia teorico che pratico.
Ovviamente, di venerdì e di sabato, per facilitare la cosa in due ospedali diversi, entrambi difficilissimi da raggiungere coi mezzi. Se poi si aggiunge il fatto che di sabato i mezzi sono anche ridotti, immaginate la mia gioia.
Il primo giorno ho visto solo la stazione Termini e l’ospedale. Tipico dei congressi. Finire alle 19, arrivare a casa alle 21 e morire lì. Io e le mie due colleghe, che volevamo fare un giro serale di Roma, ci siamo trovate tipo zombi col cervello in fase liquida come la citologia in esame.
Tra l’altro io ero anche ospite da un’amica e le ho fatto ben poco compagnia ma la ringrazio di cuore e pubblicamente perché forse non avrò il rimborso. Ecco lasciamo stare i rimborsi, altra nota dolente.
Il giorno dopo io e le socie in fase liquida siamo state anche accompagnate da una collega locale che ci ha salvato la vita.
Ho rischiato di restar chiusa in un bagno il sabato pomeriggio in un ospedale in mezzo al nulla nelle campagne romane. I trenta secondi più lunghi della mia vita, fino a che la chiave non ha girato…
A parte questo contrattempo sono rimasta soddisfatta dal corso e forse per compensare il ritardo abissale del giorno prima il tutto si è concluso presto. Cosa che ci avrebbe fatto comodo se fossimo state perse per la campagna in balia dei mezzi pubblici sabatini.
Grazie anche all’angelica collega, invece, siamo riuscite a fare un bel giro di Roma evitando la sindrome del ‘macino chilometri e potevo stare anche sotto casa che tanto era uguale’.
Sono anche riuscita render grazia ad Apollo.
Flashback.
La scorsa visita a Roma avevo chiesto ad Apollo di supervisionare laurea e ingresso in specialità con la promessa di tornare
Fine flashback.
Ho trascinato le mie colleghe, in preda ad Epicus Furor, fino al teatro di Marcello solo e soltanto per quel piccolo contatto mistico col dio della medicina.
Che ci protegga dagli avvocati, ci infonda saggezza… Ne abbiam bisogno.
Tra l’altro ricordo ancora benissimo la topografia dei luoghi romani e parecchi aneddoti, per cui stavo per cadere nella sindrome della guida turistica…
Altra fase liquida: le fontane di Roma. Chi seguiva l’altro blog Sa della bellissima vacanza che ho fatto con la mia sorellina. Riveder la fontana di Barberini mi ha letteralmente fatta sciogliere.
Amo Roma. Ho fatto un po’ di vita vera e un po’ di vita da turista. E sono soddisfatta, anche se ho temuto di veder solo ospedali e stazioni della metro, che è un po’ il problema del congresso medio.
Viva la fase liquida!

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Tre patologizzande rendono grazia ad Apollo all’equinozio. Se non funziona questo, non so cosa potrebbe 🙂

Punte di Misantropia

Non ho mai amato particolarmente la gente.

Ma ultimamente, mi sto scontrando con l’inizio delle scuole e tutta una serie di genialità sui binari e nei vagoni. Su Faccialibro annoio tutti con i miei status.

Potrei tenere una rubrica: “Cretinetti sui binari” in cui sfogare tutto il mio astio. Di solito, sono i ragazzini a regalare le perle migliori. Ma le signore che tengono comizi alle sei e mezza del mattino, o i trentenni che pensano di essere in sala riunioni non sono da meno. Si potrebbe tenere un blog apposta.

In realtà sto soffrendo molto il mio status di mattiniera. Non sono mai stata mattiniera e odio profondamente il dovermi alzare presto. Questo odio viene esteriorizzato sugli altri esseri umani…

Ce la posso fare. Nel frattempo mi tengo occupata scrivendo, e ogni tanto facendo qualcosa che normalmente non farei mai.

E gioco di ruolo come una matta, tra l’altro con un personaggio a cui sono molto affezionata. Ma questo magari merita un post a parte, mostrare la propria nerditudine necessita impegno!

Lascio con una delle perle condivise su Faccialibbbbro.

Nuova puntata della saga ‘cretinetti sui binari’. Due ragazzine. ‘epperchè cià tatuato qui le sue passioni. Lo stemma della Tiffany, che è proprio una passiooooone, e poi quello del Milan’ ‘Il Milan no!’ ‘Ma sì dai, quello del Milan sì’
Teatro dell’assurdo.

Andrea: E così qui le ragazze non mangiano niente?
Nigel: Non più, da quando la taglia trentotto è diventata la nuova quaranta e la trentasei la trentotto.
Andrea: Io porto la quarantadue.
Nigel: Che è la nuova cinquantasei.
-Il Diavolo veste Prada

Citazione colta  riciclata dal vecchio blog per introdurre Again uno spinoso capitolo.
Sono di nuovo  ingrassata. Dopo una dieta che mi aveva fatta dimagrire quasi 10 chili, ho ricominciato a mangiare in mensa e, come la volta scorsa, questa è stata la mia rovina. Tanto più che, tornando a casa dal lavoro con l’idea di dovermi svegliare all’alba il giorno dopo, il mantenimento di uno stile di vita sano AKAl’idea di fare sport per me è come un incubo.

Eppure.
Sono come una stella morente: mi sono espansa a gigante rossa.
Potrebbe anche non fregarmene nulla, perchè dopotutto la maggior parte dei miei vestiti mi vanno ancora, dovrei rinunciare a quello della laurea però. Mi piace quel vestito. Voglio poterlo rimettere un giorno. Lo avevo già dichiarato al mondo e di nuovo lo dichiaro.
E odio come vengo in foto, già non sono una donna fotogenica, se poi mi metto pure a diventare una palla di lardo…

Così, correrò ai ripari. Devo scegliere tra dieta e sport. Entrambi non posso farli senza deprimermi. Questa volta, seguirò la via dello sport, anche perchè ho il fiatone a fare poche rampe di scale e credo che quelli che un tempo erano i miei muscoli siano ormai affogati nella ciccia , beati beati. Ma io non ci sto.

Condivido qui il mio buon proposito in modo da darmi l’incentivo della figura dimmerda pubblica in caso di fallimento.

Nuoto almeno una volta alla settimana. Corsa almeno una volta alla settimana. Sessione mortale di Just Dance Wii almeno una volta alla settimana.

E ridurre un po’ le calorie, ok, ma senza impazzirci.

Ce la posso fare? E’ tutta una questione di volontà e cervello, lo so. E la mia mente ultimamente è sfibrata per questioni lavorative lasciandomi una volontà (e un corpo) da gelatina… Devo riprendermi.

Ce la posso fare…

Ai posteri l’ardua sentenza.